Dove si trova oggi l’AI nello sviluppo dei videogiochi? PlayStation, Roblox, Kingdom Come e Ken Levine pongono la stessa domanda da angolazioni diverse
PlayStation, Roblox, Kingdom Come e Ken Levine affrontano da angolazioni diverse la stessa domanda: dove finisce l'AI e dove inizia l'identitĂ di un gioco?

Il dibattito sull’AI nel mondo dei videogiochi non ruota più attorno a un solo titolo o a un’unica domanda. Da un lato, PlayStation presenta gli strumenti AI come parte della linea di produzione; dall’altro, su Roblox l’idea di puntare verso immagini più fotorealistiche incontra una risposta fredda da parte degli sviluppatori. Sul fronte di Kingdom Come, l’AI viene vista più come un assistente capace di velocizzare il processo di sviluppo che come uno strumento per generare arte, mentre Ken Levine ricorda che il vero problema non è la tecnologia, ma le scelte di stile e di design. Mettendo insieme questi quattro esempi, il quadro diventa chiaro: nello sviluppo dei videogiochi l’AI non solleva tanto la domanda “cosa può fare?”, quanto “in quale punto tocca l’identità del gioco?”.
L’uscita del 8 maggio 2026 di PlayStation: l’AI è uno strumento, non un sostituto
Secondo quanto riportato da IGN, Sony ha dettagliato la propria strategia AI durante la presentazione orientata agli investitori dell’8 maggio 2026 e ha ribadito il messaggio che “human creativity must remain at the center”. Hiroki Totoki, boss di PlayStation, ha descritto l’AI come “a powerful tool, but not a replacement for artists or creators”. Sempre secondo IGN, uno degli esempi di questo approccio è Mockingbird: uno strumento assistito da AI che genera animazioni dei personaggi a partire dai movimenti facciali registrati durante il performance capture. La stessa fonte segnala anche che Naughty Dog e San Diego Studio utilizzano già strumenti di questo tipo.
Un altro esempio concreto citato nell’articolo di IGN è uno strumento AI che ha aiutato nella modellazione dei capelli di Aloy in Horizon Zero Dawn Remastered. Le immagini reali dei capelli nel video sarebbero state trasformate in un modello 3D dettagliato, riducendo in modo significativo il tempo necessario rispetto al lavoro manuale. In altre parole, sul fronte PlayStation l’AI non sostituisce il creatore di contenuti; viene piuttosto collocata su un livello che accelera animazione, modellazione e flussi di lavoro. Nella stessa presentazione viene citata anche la tecnologia PSSR, che migliora la fedeltà visiva di PS5 Pro. Segno che il discorso di Sony sull’AI non si limita alla creazione di contenuti, ma si estende anche al miglioramento dell’immagine lato hardware. [IGN]
Roblox e fotorealismo: non tutti inseguono lo stesso obiettivo
Nel reportage di PC Gamer dell’11 maggio 2026, si legge che Roblox vuole rendere i giochi fotorealistici con l’AI, ma che l’idea non ha suscitato lo stesso entusiasmo tra gli sviluppatori. Il giudizio di uno sviluppatore riportato nell’articolo è diretto: “I don’t think that your average player right now wants to do that.” Insomma, non si tratta solo di capacità tecnica; anche le aspettative del pubblico di riferimento sono decisive.
Fonti
- https://www.pcgamer.com/software/ai/roblox-wants-ai-to-make-its-games-photorealistic-but-the-devs-making-those-games-arent-sold-on-the-idea-i-dont-think-that-your-average-player-right-now-wants-to-do-that/
- https://www.pcgamer.com/hardware/gaussian-splatting-is-my-new-favourite-thing-so-i-hassled-an-ex-epic-artist-to-tell-me-everything-he-knows-about-the-low-cost-photo-real-rendering-technique/
- https://www.rockpapershotgun.com/its-expensive-and-it-doesnt-age-why-ken-levine-didnt-aim-for-realistic-graphics-in-bioshock-and-wont-for-judas-either
- https://www.gamespot.com/articles/kingdom-come-dev-talks-risks-and-benefits-of-ai-and-losing-players-if-games-are-too-difficult/1100-6539863/
- https://www.ign.com/articles/playstation-details-ai-use-insists-tools-are-not-a-replacement-for-artists-or-creators