I mobile games non sono più un canale secondario, sono la crescita stessa
I mobile games non sono più un canale secondario: sono diventati una leva centrale di crescita per l’economia, i brand e i grandi IP.

Per molto tempo abbiamo letto i giochi mobile come un formato che semplicemente “riempie il tempo libero”. Ma il quadro emerso è molto più netto: il mobile è diventato un motore di crescita mainstream — non solo nell’economia europea, ma anche nell’engagement dei brand e nei nuovi investimenti degli studio. Da una parte c’è il report appena pubblicato da King, dall’altra la strategia di gioco in-app di Jollibee e il progetto mobile di CD Projekt Red con Scopely. Tutti dicono la stessa cosa: lo schermo del telefono non è più uno spazio secondario.
La parte più forte di questo cambiamento è che il mobile non è solo accessibile; crea abitudini. Sessioni brevi, ritorno facile, barriera d’ingresso bassa e un dispositivo sempre a portata di mano inseriscono i mobile game nel flusso della vita quotidiana. Le console possono ancora essere la casa delle produzioni ad alto budget, ma il mobile entra in contatto molto più spesso. È lì che inizia la vera differenza.
6 miliardi di euro all’economia europea nel 2025: il quadro di King
Il report pubblicato da King afferma che i mobile game non sono semplicemente un’“area emergente” per l’Europa, ma un driver strategico diretto di crescita. Secondo il report, le aziende di mobile gaming in Europa hanno aggiunto circa 5,89 miliardi di euro all’economia nel 2025. Nello stesso periodo hanno sostenuto oltre 63.000 posti di lavoro e generato 7,53 miliardi di euro di ricavi da un pubblico globale. Il report indica che più di 1.000 studio europei di mobile game hanno contribuito a questo risultato.
Il punto importante è che i mobile game vengono presi sul serio non solo sul lato del consumo, ma anche su quello della produzione. Secondo il framework condiviso da Todd Green, il mobile è attualmente il modo più diffuso con cui le persone accedono ai giochi. Anche il dato di oltre 300 milioni di giocatori in Europa lo conferma. Quindi la questione non è solo che i mobile game vengano “scaricati tanto”: nell’equazione rientrano occupazione, produzione creativa, competenze digitali e capacità di attrarre investimenti.
Un altro dettaglio notevole nel report è la proiezione secondo cui i ricavi mobile saliranno oltre gli 8 miliardi di euro entro il 2028. Una previsione del genere mostra che il mobile non è una moda passeggera; è diventato uno strato economico permanente. La vecchia definizione di “schermo piccolo” per i mobile game non rende più l’idea della scala. Al contrario, descrive la forza della distribuzione e dell’accesso.

Jollibee Joy Run: i game mechanics non sono più solo per i giochi
Leggere la crescita dei mobile game solo attraverso le aziende videoludiche sarebbe incompleto. Jollibee ne è un buon esempio. Il problema emerso durante la transizione alla nuova app era che le promozioni tradizionali non bastavano più a trattenere gli utenti. Giveaway, incentivi una tantum e campagne passive non sono più sufficienti per mantenere la nuova generazione di utenti. Per questo Jollibee ha trasformato l’app in uno spazio di gioco con “Jollibee Joy Run”.
La struttura qui è chiarissima: gli utenti avanzano nel gioco, raccolgono punti e quei punti vengono convertiti direttamente in sconti sulle consegne. Nel gameplay guidato da Super Joy e Captain Jolly, l’obiettivo non è solo divertirsi; è trasformare i progressi ottenuti in un vantaggio reale. Premi come Chickenjoy, Yumburger, Jolly Spaghetti e Jolly Crispy Fries diventano elementi dell’esperienza che collegano il brand alla vita quotidiana.
Questo è uno degli esempi più concreti del perché i mobile game siano così potenti. Perché la questione non è la qualità grafica o un enorme open world. Il vero punto è produrre un comportamento ripetuto. Jollibee ha creato un motivo per cui gli utenti tornino nell’app. Qui il gioco non è il prodotto finale; è uno strumento per costruire loyalty.
Inoltre, il fatto che Joy Run sia andato avanti dall’11 agosto al 6 novembre 2025 mostra quanto bene i mobile game possano funzionare con una logica da campagna. È un formato che può partire come promozione a tempo e trasformarsi in un’abitudine d’uso quotidiana. Questo spiega perché il mobile sia così attraente dal lato dei brand.
CD Projekt Red e Scopely: il mobile è ormai nei piani dei grandi IP
Un altro segnale che il mobile è entrato nel mainstream è il modo in cui i grandi brand lo stanno affrontando. CD Projekt Red sta lavorando a un mobile game con Scopely. Il tono ufficiale attorno al progetto è chiaro: non uscirà quest’anno, e non è nemmeno “la storia” del 2026. Quindi lo sviluppo è in corso, ma non c’è una finestra di lancio affrettata. Questo da solo è significativo, perché i grandi IP nel mobile non vengono più visti come strumenti di prova rapida ed errore. Stanno diventando parte di piani a lungo termine.
Anche la presenza di Scopely non è casuale. Parliamo di una società che ha ottenuto un successo enorme con Monopoly Go e che ora possiede anche Pokémon Go. L’acquisizione di Scopely da parte di Savvy Games per 4,9 miliardi di dollari nel 2023 mostra inoltre quanto capitale si stia concentrando nel mobile. Qui il mobile non riguarda solo le abitudini dei giocatori; è anche un mercato che influenza fusioni e acquisizioni.
Le precedenti esperienze mobile di CD Projekt completano il quadro. Gwent: The Witcher Card Game aveva porting mobile e il supporto è terminato nel 2023. The Witcher: Monster Slayer è uscito nel luglio 2021 ed è stato chiuso circa due anni dopo. In altre parole, il successo nel mobile non è automatico. Portare con sé un grande IP non basta; servono coerenza e un design giusto. Ma il fatto che le aziende continuino a investire in quest’area dimostra che non stanno sottovalutando l’importanza strategica del mobile. Se vuoi, questo può anche essere allineato alla linea di “Familiar IPs Return Through New Genres: Karma Exorcist, Rogue Core, Exodus, and Dungeon Clawler” — gli IP vengono testati di nuovo in nuovi formati.
La forza del mobile: sessioni brevi, onboarding solido, ritorno immediato
Il motivo per cui i mobile game restano tra i formati più giocati non è misterioso. Il telefono è già con te. Non serve un passaggio di installazione extra solo per aprire l’app. Può offrire un senso di progresso in sessioni brevi. I giochi che lo fanno bene portano il giocatore nell’azione già dal primo minuto, senza stancarlo con tutorial lunghissimi.
L’esempio di Alto’s Odyssey discusso su Android Authority è significativo per questo motivo. Anche se un giocatore dice di non amare i mobile game, continua comunque a tenerlo sul telefono per anni. Il motivo è semplice: controlli a un tocco, avvio rapido, visual zen e una struttura che non mette pressione al giocatore. Il gioco può essere aperto e chiuso quando serve. Questo è forse il più grande vantaggio del mobile: adattarsi alla vita del giocatore.
La stessa logica spiega perché Wordle, Pips e l’ecosistema dei puzzle quotidiani contino ancora. La ripetizione giornaliera funziona in modo più naturale sul mobile o in formati leggeri. Perché gli utenti non tornano al gioco come a una “sessione”, ma come a un’abitudine.
Dalla Somalia all’Europa: lo stesso punto — accesso, community e abitudine
La cultura del gaming digitale in Somalia conferma tutto questo da un altro angolo. Lì la crescita del gaming non passa attraverso console costose o enormi arene esports; va avanti tramite smartphone, internet mobile economico e giochi accessibili a tutti. Insieme ai temi calcistici, ai gruppi chat e alle piattaforme social, i mobile game diventano più un linguaggio di comunità che una semplice forma di intrattenimento.
Questo esempio conta perché la forza del mobile emerge non solo nei grandi mercati, ma anche nei luoghi in cui l’accesso è limitato. Quando il punto d’ingresso è basso, la cultura videoludica si diffonde verso un pubblico più ampio. Che si tratti della Turchia, dell’Europa o della Somalia, se le persone entrano nei giochi attraverso il dispositivo in tasca, il vantaggio del formato è evidente.

Quello che il mobile è diventato oggi è esattamente questo: un formato che crea valore economico, offre ai brand punti di contatto quotidiani, porta i grandi IP nei piani strategici e cattura le abitudini degli utenti con il minimo attrito. Non è necessario dire che abbia sostituito le console. Ma ormai è difficile dire che sia secondario.
La vera domanda è questa: se i mobile game stanno guidando la crescita così chiaramente, quanto bene sapranno sfruttare questo potere gli studio e i brand?
Fonti
- https://markets.ft.com/data/announce/detail?dockey=600-202606010200BIZWIRE_USPRX____20260529_BW376748-1
- https://www.androidauthority.com/i-hate-mobile-games-3672458/
- https://www.gamespot.com/articles/witcher-devs-new-game-with-saudi-arabias-scopely/
- https://www.thedrum.com/awards-case-study/inside-jollibee-s-gamified-strategy-to-turn-app-migration-into-daily-engagement
- https://gamespace.com/all-articles/news/mobile-gaming-vs-console-releases-why-small-screens-became-serious-competition/
- https://gamespace.com/all-articles/news/womens-football-mobile-gaming-and-digital-communities-in-somalia/